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va tutto bene

ma solo se è irraggiungibile

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"Ci trasferiremo a Parigi e non avremo più soldi per tornare indietro."
"Ci sono persone il cui destino è incrociarsi.Dovunque siano, ovunque vadano, un giorno s’incontreranno"
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Alla fine, l’equilibrio interiore non è da cercare. Forse ce l’abbiamo già, e più ci muoviamo o agitiamo o altro, e più ce ne allontaniamo.Il fatto è che a parlare di equilibrio interiore mi sento un povero stronzo. Mi sembra uno di quei termini che si usano nelle sedute di psicoanalisi liberatoria collettiva o nei rifugi per donne violentate.

Okay. Tutto mi dice di essere forte, determinato negli scopi, capace di andare avanti nella vita, ma se uno sente che è arrivato il momento di cambiare un po’ rotta o anche solo il bisogno di fermarsi a ragionare sul serio per proprio conto? Voglio dire: e i cazzi di sette e mezzo in latino, per esempio, che da semplici strumenti sono diventati una specie di fine ultimo?…Insomma, a quanto ne so dovrei studiare per strappare un titolo di studio che a sua volta mi permetta di strappare un buon lavoro che a sua volta mi consenta di strappare abbastanza soldi per strappare una qualche cavolo di serenità tutta guerreggiata e ferita e massacrata dagli sforzi inauditi per raggiungerla.

Cioè, uno dei fini ultimi è questa cavolo di serenità martoriata. Il ragionamento è così. Non ci vuole un genio. E allora, perché dovrei sacrificare dei momenti di serenità che mi vengono incontro spontaneamente lungo la strada? Perché dovrei buttarli in un pozzo, se fanno parte anche loro del fine a cui tendere? Se un giorno posso andare a suonare o uscire con una ragazza che mi piace, perché cavolo devo starmene a casa a trascrivere le versioni dal traduttore o far finta di leggere il sunto di filosofia? La realtà è che mi trovo è che mi trovo costretto a sacrificare il me diciassettenne felice di oggi pomeriggio a un eventuale me stesso calvo e soprappeso, cinquantenne soddisfatto, che apre la porta del garage col comando a distanza e dentro c’ha una bella macchina, una moglie che probabilmente gli fa le corna col commercialista e due figli gemelli con i capelli a caschetto identici in tutto ai bambini nazisti della kinders. Tutti dentro il garage, magari, no. Diciamo più o meno intorno. Cioè, circondato. Dunque la domanda è : un orrore di queste proporzioni vale più del sole o del gelato di oggi pomeriggio? Più di una qualunque ragazza? Più di Valentina che arriva all’appuntamento con dieci minuti di ritardo e una mogliettina blu con dentro un ben di Dio sorprendente? Voglio dire le foto di Martino mi hanno dato la percezione reale della beffa: bastava stare fermi lì e cogliere l’occasione, kazzo…

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